Festa del Papà? con Periferie al Centro lo è davvero!

Mi è capitato recentemente di partecipare a Milano a una serata del progetto Papà al Centro, in occasione di un incontro con Alessandro Curti, autore del libro Padri Imperfetti e del romanzo Mai più sole e di prendere preziosi spunti per festeggiare con voi la festa del papà.

L’evento tenutosi presso lo spazio associativo di Periferie al Centro mi ha permesso di fare assieme ai tanti genitori convenuti  una serie di importanti e preziose riflessioni circa il ruolo del padre nella odierna società Italiana.

E’ stato molto bello sentire la voce dei papà, delle tante mamme e di alcuni nonni presenti. Davvero interessante constatare di persona come lentamente ed inesorabilmente la figura paterna si sia evoluta nel corso degli anni.

Papà al Centro mi ha fatto capire che il nuovo status di papà è una realtà e per questo motivo ho deciso di raccontare sul blog le impressioni raccolte.

La serata traendo spunto dai due libri di Curti ha orientato poi la propria attenzione verso un confronto “al maschile” dove i temi della genitorialità sono stati affrontati cercando di descrivere il nuovo modello di papà di cui sempre più spesso si sente parlare.

Le molte mamme presenti, sensibili alla tematica, hanno supportato il ragionamento e, partendo dall’assunto che l’arrivo di un figlio anche per un padre rappresenta un punto di straordinaria emotività, si è provato tutti assieme a dare una descrizione di questi nuovi papà dei Millenials

Un Mammo? un Superpapà? un Uomo Nuovo? molte le considerazioni che mi hanno toccato nell’intimo ma di certo c’è che la figura paterna sta vivendo una profonda trasformazione.

Un salto epocale dove i vecchi modelli non funzionano più e dove le antiche regole appaiano vetuste e insignificanti agli occhi dei nostri figli i quali ci aiutano ogni giorno a riscriverle soverchiando gli schemi precostituiti.

Assieme, uomini, donne, nonni e nonne abbiamo analizzato la nuova figura genitoriale giungendo alla conclusione che si è passati dal modello autoritario, tipico della cultura degli anni 50 al modello “autorevole” dove però il maschio fa fatica a trovare la giusta collocazione, a comprendersi e soprattutto a condividere le proprie emozioni.

Confusi dai media, dalle pressioni di un mondo del lavoro sempre più competitivo e agguerrito, da richieste di performance altissime in qualsiasi settore della propria vita i papà corrono il rischio di non riconoscersi più essendo disorientati e spesso senza alcun punto di riferimenato a sostenerli.

Da qui la grande novità: un posto dove i padri si incontrano e parlano di paternità! Un luogo fisico dove gli uomini possono parlare fra loro dell’essere padre, raccontare dei propri figli e perché no anche delle loro emozioni.Le madri sin dall’alba dei tempi sono state detentrici di questa prerogativa che oggi, anche grazie all’esperimento milanese, diventa accessibile anche a noi papà.

Dal canto loro le mamme si sono fatte sentire durante l’intero arco della serata. Il loro contributo è stato fondamentale per capire se il papà del duemila piace anche a loro e devo dire che hanno dimostrato di apprezzare molto a patto che “il nuovo”  non si proponga come la brutta copia della mamma o peggio ancora come un mammo.

La scoperta? Sono tanti i papà a cui piace sentirsi tali nella nuova accezione: sensibili, attenti e premurosi ma soprattutto dotati di grande empatia nei confronti dei propri figli.

Sempre più spesso i nuovi papà si raccontano: precursore fu Silvio Petta che grazie a Facebook e alla sua community di oltre 290.000 fan diede vita a Superpapà  la più grande community di papà in Italia che nasce nel 2010 con l’intento dichiarato di rivalutare la figura del Padre, parlare di paternità in rete come non si era mai fatto prima”.

Subito dopo il mondo dei bloggers si apriva al nuovo “movimento”: ecco che vediamo nascere in rete personaggi dal carisma unico come Federico Vercellino che scrive di Padri su Alley Oop – ilSole24ORE o figure poliedriche e istintive come Sharing daddy alias Francesco Facchini fondatore di “Italian Mojo”

Concludo con alcune considerazioni per noi Padri separati: a causa della nostra “assenza”, intesa in senso fisico, a volte può capitare di sentirci ancora più soli, disorientati e senza la possibilità di parlare né di condividere le proprie emozioni.

Come possiamo fare per supportare la nostra figura genitoriale cercando di offrire il massimo ai nostri figli nonostante l’ipossibilità di vivere la quotidianità? La mia personale risposta è molto semplice: presenziare e partecipare in maniera attiva, empatica e continuativa cercando di offrire il massimo della vicinanza emotiva.

Su di noi papà separati grava il rischio di cadere nella “controfigura” del padre da week end e da questa occorre tenersi alla larga! Un papà giocherellone che non si occupa di educare ma solo di essere divertente e accomodante non può supplire in maniera idonea alla crescita psicofisica della prole.

I Padri, tutti i papà, siano essi separati o meno hanno bisogno di imparare a guardare il mondo con gli occhi dei figli e di focalizzzre la propria attenzione sul proprio ruolo contenitivo.

Pare evidente che i valori da trasmettere per noi padri separati siano gli stessi degli altri papà.

Il mondo sta cambiando e così anche la pronunce della Giurisprudenza Italiana sempre più propense a valorizzare la figura paterna quando questa dimostri la propria adeguatezza e volontà di esserci e come padre e come educatore.Con sempre maggiore impatto la figura del papà viene costantemente riconosciuta e apprezzata quindi spetta a noi ora il diritto dovere di dimostrare di essere all’altezza.

Un augurio a tutti i Papà e che sia un 19 Marzo pieno di affetto e allegria !

                                                                                                                                            alfonso@2houses.com

 

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